PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
 
“Raramente il destino degli individui è determinato da ciò che essi NON sono in grado di fare. E’ molto più probabile che la loro vita sia forgiata dalle capacità che essi hanno sviluppato.
Coloro ai quali è affidato il compito dell’educazione, dovrebbero prestare una particolare attenzione alle doti ed alle inclinazioni dei giovani dei quali sono chiamati ad occuparsi.”
Howard Gardner, L’educazione delle intelligenze multiple, Ed. Erickson
 
PREMESSA
I Disturbi Specifici di Apprendimento, ai quali il presente protocollo è rivolto, si riferiscono esplicitamente alla dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia e disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (misti, non specificati..). Questi disturbi “si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana” come indicato dalla Legge 170 dell'8 Ottobre 2010, Nuove Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico (art. 1, comma 1).
Tali Nuove Norme, sollecitano la scuola alla definizione e alla realizzazione di strategie educative e didattiche che tengano conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo, ponendo in tal modo al centro delle proprie attività e della propria cura la persona.
In definitiva il nostro Istituto attraverso l'elaborazione del presente protocollo intende focalizzarsi “sulla definizione di una didattica individualizzata e personalizzata, sugli strumenti compensativi, sulle misure dispensative e su adeguate forme di verifica e di valutazione” - come espresso dalle Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento allegate al DM 12 Luglio 2011) - affinché gli alunni con DSA possano raggiungere il successo formativo.
Sulla base di questi riferimenti normativi, si è giunti alla stesura di un protocollo d'Istituto, documento annesso al Piano dell'Offerta Formativa (POF).
Il presente Protocollo nasce dalla volontà di informare, condividere e progettare strategie efficaci con le quali la scuola, la famiglia e tutti gli adulti che ruotano intorno ai ragazzi con DSA, possano contribuire a creare una rete ottimale per la loro crescita e la loro maturazione.
Il nostro Istituto si propone di accogliere gli alunni, osservandoli nel loro operare, per utilizzare una didattica e metodologia che siano il più possibile personalizzate e vicine ai bisogni reali, introducendo strategie che andranno gradualmente personalizzate e modulate. L’obiettivo è quello di utilizzare sempre più una didattica basata sulla personalizzazione dell’apprendimento, intendendo l’uso di strategie che permettano agli alunni di sviluppare le proprie potenzialità e i propri talenti, a prescindere dalle eventuali difficoltà, cercando di adottare varie forme di flessibilità organizzativa, metodologica e didattica.
Allo stesso tempo si propone di comunicare e collaborare continuamente con i genitori, per valorizzare anche e soprattutto quelli che sono i punti di forza e le risorse degli alunni.
Pertanto il nostro Istituto, attraverso la stesura del presente protocollo, si propone di:
  1. fornire informazioni sul significato di DSA;
  2. fornire indicazioni su quali elementi osservare per identificare eventuali casi;
  3. informare circa gli strumenti compensativi e le misure dispensative, delineando procedure metodologiche e valutative condivise;
  4. definire i compiti e i ruoli delle figure operanti all’interno del’Istituzione scolastica;
  5. costruire uno strumento di lavoro da integrare e rivisitare periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate e della normativa di riferimento.
 
COSA SONO I DSA?
In generale si può affermare che i Disturbi Specifici di Apprendimento colpiscono le abilità strumentali di base in età evolutiva e riguardano:
  • Lettura
  • Scrittura linguistica
  • Scrittura periferica ( grafia)
  • Calcolo
  • Abilità di natura mista.
I DSA sono, per loro definizione, evolutivi cioè si evolvono nel tempo fino a stabilizzarsi e divenire poi persistenti.
Ne derivano nello specifico le seguenti cinque tipologie di DSA:
1) La dislessia si manifesta attraverso una difficoltà nell’imparare a leggere, con minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta.
Risultano più o meno deficitarie - a seconda del profilo del disturbo in base all’età – la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani.
2) La disgrafia fa riferimento ad una difficoltà a livello grafo-esecutivo pertanto riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici con tracciato incerto, irregolare: è una difficoltà che investe la scrittura ma non il contenuto (scrittura illeggibile).
3) La disortografia è all’origine di una minore correttezza del testo scritto. In genere si riscontrano difficoltà a scrivere le parole usando tutti i segni alfabetici e a collocarli al posto giusto e/o a rispettare le regole ortografiche (accenti, apostrofi, forme verbali etc.): il testo risulta pertanto con molti errori ortografici.
4) La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri, pertanto nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
5 ) I disturbi evolutivi di natura mista o non specificati, che inficiano diverse abilità compromettendo in modo significativo le modalità di apprendimento.
 
QUALI ELEMENTI OSSERVARE E QUALE ITER SEGUIRE?
Il criterio principale necessario per la diagnosi di DSA è quello della discrepanza tra le abilità nel dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per età e/o classe frequentata) e l’intelligenza generale ( adeguata per età cronologica).
Un alunno con DSA può essere diagnosticato solo dopo l’ingresso nella scuola Primaria,  ma fin dalla scuola dell’Infanzia è fondamentale prestare attenzione a tutti quelli che possono essere segnali predittori, dei quali verranno informati le famiglie e le insegnanti nelle informazioni di passaggio.
Alcuni segni predittori sono:
  • la pronuncia incomprensibile o molto difficoltosa a quattro anni e oltre;
  • difficoltà a padroneggiare le abilità meta fonologiche;
  • fatica nelle attività di denominazione;
  • difficoltà ad imparare filastrocche;
  • difficoltà ad orientarsi nello spazio grafico del foglio e a lavorare con ordine;
  • difficoltà a riprodurre un modello sul foglio;
  • difficoltà a riconoscere destra- sinistra;
  • manualità fine difficoltosa;
  • difficoltà d’attenzione.
  • difficoltà di coordinazione
Nella scuola dell’obbligo sono fondamentali gli interventi di identificazione precoce dei casi sospetti. A tal fine risultano fondamentali sia la somministrazione delle prove MT che il progetto di monitoraggio proposto dall'UST.
In base alla normativa, nel momento in cui si sospetta la presenza di un DSA, si profila il seguente iter:
  • Si effettuano attività di monitoraggio e di osservazione sistematica (screening, utilizzo di prove mt e test, dettati, riconoscimento di parole e non parole, prove di lettura...)
  • Si propongono attività di recupero didattico mirato al tipo di difficoltà riscontrata;
  • Al persistere delle difficoltà si convoca la famiglia che procede alla richiesta di valutazione.
Nel momento in cui ci sia una diagnosi di DSA, che deve dare informazioni precise e contenere specifiche indicazioni sugli strumenti compensativi e dispensativi, la famiglia consegna la documentazione alla scuola e si provvederà a mettere in atto gli interventi compensativi e dispensativi suggeriti.
La diagnosi di DSA verrà protocollata e inserita nel fascicolo personale dell’alunno e dovrà essere letta da tutti i docenti.
Questo tipo di diagnosi implica la stesura di un PDP ( Piano Didattico Personalizzato) che deve essere redatto dagli insegnanti di classe, entro la fine di Novembre e presentato alla famiglia che lo firmerà.
 La diagnosi ha valore immediato se rilasciata dal centro di alta specializzazione DSA o da specialista dei servizi ASL, nel caso sia stata stilata da uno specialista privato deve essere validata dal servizio ASL. In attesa della validazione si procede comunque alla predisposizione del PDP.
Tale PDP si sostanzia in una programmazione individualizzata che tiene conto di tempi differenziati dei quali gli alunni hanno bisogno, riduce la quantità delle richieste specifiche, seleziona e riduce i compiti, privilegia verifiche orali e si traduce in una didattica e metodologia flessibile.
 
QUALI METODOLOGIE ADOTTARE E COME VALUTARE ?
Dal momento che i ragazzi con DSA  hanno bisogno di adattamenti metodologici che non prevedono un abbassamento del livello ma modalità di apprendimento diverse e più organizzate, all’interno del  PDP i docenti specificano come intendono utilizzare le misure dispensative e compensative indicate nella diagnosi.
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che semplificano l’esecuzione dell’ attività senza facilitarla dal punto di vista cognitivo.
Tra gli strumenti compensativi più utilizzati troviamo:
  • tavola pitagorica,
  • tabella delle misure o delle formule geometriche;
  • calcolatrice;
  • registratore;
  • computer con programmi di videoscrittura, con correttore ortografico, sintesi vocale e software per la costruzione di mappe concettuali e ipertesti;
  • cartine geografiche o storiche;
  • traduttori automatici digitali;
Le misure  dispensative sono interventi che consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni, che a causa del disturbo risultano particolarmente difficoltose, generando inutili frustrazioni.
Le misure dispensative devono essere calibrate ai vari casi e tra queste troviamo:
  • non richiedere la lettura ad alta voce;
  • ridurre la lunghezza di una prova;
  • stabilire tempi diversificati per le prove;
  • incoraggiare l’uso degli strumenti compensativi e permettere il loro utilizzo durante le verifiche;
  • affiancare al linguaggio verbale, altri codici;
  • favorire l’apprendimento delle lingue nella loro forma orale, con la possibilità di utilizzare qualsiasi supporto per la forma scritta.
In definitiva, gli strumenti compensativi e le misure dispensative che si intendono adottare si concretizzano in una metodologia e didattica inclusive, adatte a tutte il gruppo classe, nel quale la ricaduta non potrà che essere positiva.
Il PDP stabilisce un accordo fra la scuola, la famiglia e i servizi, concordando campi, settori e modi di intervento dei vari attori, per una linea educativa e didattica comune. Se lo si ritiene opportuno anche l'alunno può essere coinvolto, per responsabilizzarlo sugli accordi presi e renderlo consapevole del proprio modo di apprendere.
Nel PDP gli insegnanti indicheranno anche le modalità di assegnazione e svolgimento dei compiti a casa. Vanno infatti curate, in particolare, la tipologia (libro di testo, fotocopie, registrazioni..); la quantità (occorre tener conto della maggior lentezza dell’alunno nell’esecuzione dei compiti e della maggiore fatica che impiega rispetto agli altri alunni); le scadenze (onde evitare sovraccarichi di lavoro all’alunno con diagnosi di DSA).
Dal punto di vista operativo i docenti dovranno specificare nel PDP le modalità attraverso le quali intendono valutare i livelli di apprendimento nelle diverse discipline o ambiti di studio, tenendo conto del fatto che le prove di verifica devono permettere agli alunni con DSA di dimostrare la padronanza dei contenuti a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.
Ogni studente verrà valutato in base ai progressi acquisiti, all’impegno, alle conoscenze apprese e alle strategie operate. La valutazione è personale, come personali sono i livelli di partenza.
All’alunno è comunque richiesto il raggiungimento almeno degli obiettivi minimi attraverso percorsi personalizzati. Oggetto di valutazione è dunque il percorso effettuato, pertanto gli insegnanti considereranno validi anche risultati parziali.
Le modalità di valutazione devono essere coerenti con quanto concordato nel PDP.
 
LINGUE STRANIERE- PROVE INVALSI – ESAMI DI STATO
L’esonero dallo studio delle lingue straniere e/o la dispensa dalle prove scritte devono essere esplicitamente indicate nella diagnosi. In tutti i gradi scolastici dovranno essere privilegiati la comunicazione orale e il dialogo, sia nello studio quotidiano sia nella valutazione, che terrà conto essenzialmente del contenuto e non degli errori legati al disturbo.
Nel caso di dispensa dalle prove scritte, all’Esame di Stato l’alunno è tenuto a sostenere una prova orale sostitutiva i cui contenuti e modalità sono stabiliti dalla Commissione d’Esame in base alla documentazione fornita dai Consigli di Classe.
È importante sapere che l’esonero dalla/e lingue straniere non consente il conseguimento del diploma di licenza, anche se viene predisposto un PDP.
( Art. 6 DM n 5669 12/07/2011).
Pertanto la famiglia dovrà essere informata delle conseguenze dell’esonero dallo studio delle lingue all’atto della sottoscrizione del documento.
Anche le modalità di svolgimento delle Prove INVALSI vanno preventivamente concordate con i genitori ed esplicitate nel PDP per essere poi comunicate alla Commissione d’Esame e all’eventuale osservatore esterno INVALSI, prima delle prove stesse, per assicurarne il pieno rispetto.
 
RUOLI E COMPITI
PERSONALE
COMPITI
DIRIGENTE SCOLASTICO
  • promuove l’autonomia gestionale e didattica attraverso il diritto all’apprendimento degli alunni, la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie;
  • acquisisce a protocollo la diagnosi (redatta da psicologi e neuropsichiatri dello SMRIA; le diagnosi degli specialisti privati devono ricevere la valutazione di conformità all’ASL competente nota USR ER prot. 8226/2012 e Circolare 8/2012 della DG Sanità e Politiche sociali), che andrà inserita nel fascicolo personale dell’alunno;
  •  nomina un referente d’istituto;
  •  indica tra i compiti del coordinatore di classe e dell’insegnante prevalente quello di predisporre con il proprio team di docenti gli interventi più opportuni per gli alunni BES (DSA, adottati, stranieri..)
  • istituisce un’anagrafe scolastica contenente tutti i dati del percorso scolastico dello studente che risulterà utile al momento dell’iscrizione o passaggio ad altra scuola, comunicando la presenza del disturbo tramite la documentazione medica (diagnosi) alla nuova scuola, insieme al P.D.P. per favorire la continuità educativa;
  • tiene presente i casi di D.S.A. per la formazione delle classi, per creare gruppi omogenei tra loro ed eterogenei al loro interno;
  • promuove la formazione e diffonde iniziative per l’aggiornamento di tutto il personale operante nella scuola;
  • si rapporta con le amministrazioni locali (Comuni, Provincia…)per condividere responsabilità, risolvere conflitti e prendere decisioni
FUNZIONE STRUMENTALE
  • verifica che la segnalazione diagnostica sia conforme alle disposizioni vigenti ( sono validi solo i codici ICD 10 della categoria F 81; le diagnosi redatte prima del 2012 possono contenere le diciture equivalenti, per esteso ad es. “ Disturbo specifico di apprendimento della scrittura; )
  • supporta  i colleghi direttamente coinvolti nella presenza di alunni dsa, fornendo consulenze;
  • partecipa alle iniziative di formazione e agli incontri proposti dall’ UST e diffonde le informazioni acquisite;
  • costituisce un punto di  riferimento e raccordo tra le diverse realtà (Enti territoriali, Cooperative, scuole, ASL e famiglie)
  • partecipa alla formazione delle classi, per garantire la formazione di gruppi omogenei;
  • favorisce l’accoglienza degli alunni con DSA;
TEAM DOCENTE
  • Applica le procedure per l’individuazione di eventuali DSA;
  • Concorda con il referente come comunicare alla famiglia l’approfondimento diagnostico;
  • Redige collegialmente il PDP e lo presenta alla famiglia, entro la fine di Novembre, e lo fa firmare ai genitori prende eventuali contatti con la scuola precedente;
  • In caso di variazioni della diagnosi o cambiamenti significativi nel bambino aggiorna il PDP
  • Concorda con la famiglia le modalità di svolgimento dei compiti a casa;
  • Personalizza la didattica e le modalità di svolgimento dei compiti;
  • Utilizza gli strumenti compensativi e dispensativi suggeriti nella diagnosi;
  • Si aggiorna sulle nuove tecnologie e le utilizza;
  • Promuove un clima relazionale che sostenga la motivazione e l’autostima e lavori sulla consapevolezza;
  • Attiva le procedure previste per l’Esame di Stato.
FAMIGLIA
  • Fornisce al Dirigente Scolastico la documentazione rilasciata dall’Asl;
  • Tiene contatti con il team docente  segnalando le esigenze del figlio e facendo da tramite tra la scuola e lo specialista;
  • Collabora alla stesura del PDP;
  • Sostiene la motivazione e  l’impegno del figlio nel lavoro scolastico e domestico;
  • Verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati;
  • Si impegna ad utilizzare, anche a casa, gli strumenti compensativi e dispensativi indicati nella diagnosi.
  • Si impegna a mettere in opera quanto concordato nel PDP con insegnanti e operatori ASL
SERVIZI SANITARI: 
  • Sottopongono l’alunno ai test;
  • Comunicano alla famiglia la valutazione;
  • Rilasciano la documentazione che riporta le caratteristiche diagnostiche del disturbo e l’esplicita prescrizione di eventuali misure dispensative e/o compensative nonché la descrizione del profilo di funzionamento “ in termini facilmente traducibili in indicazioni operative per la prassi didattica” ( Accordo Stato/Regioni del 24/07/2012);
  • Collaborano con il Referente e i Docenti del Consiglio di classe per delineare le strategie didattiche ed educative più adatte all’alunno;

 

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